L’Italia alla guerra dei droni: una guida in 3 domande

Droni sì, droni no? Un intervento dell’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale Tricarico, ha innescato un (limitato) dibattito sulla politica di difesa e gli interventi militari che rischia di polarizzarsi su una dicotomia secca, come spesso avviene su tali temi in Italia, in merito all’opportunità di dotarsi al più presto di uno strumento militare – i droni armati – da  utilizzare poi nel Mediterraneo. In una fase in cui le rivelazioni in merito all’uccisione di Giovanni Lo Porto, un cooperante italiano in Pakistan, durante un attacco condotto con un drone si accavalla con la necessità di dare una risposta alle tragedie del mare a poche miglia dalle coste italiane (europee), non c’è forse da stupirsi dell’emergere di sentimenti – prima ancora che di idee – contrastanti. Proprio per questo, e per tentare di alimentare un dibattito ci pare utile proporre una breve “guida per domande” alla questione.

  1. Di che tipo di strumento si tratta? L’Italia possiede i cosiddetti Predator A (RQ-1A), A+ (MQ-1B, un avanzamento del modello A), Predator B (MQ-9 Reaper). È molto recente, peraltro, la notizia di un accordo fra Aeronautica Militare e Piaggio Aerospace per la produzione (e l’acquisto da parte di AM) del velivolo P.1HH, con funzioni principalmente ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance). Ad oggi, l’Italia non possiede droni armati, sebbene tale “avanzamento” sia in programma almeno dal 2012. Questi ritardi riportano alla ribalta uno dei più classici dilemmi della politica di armamenti italiana: comprare dagli USA o sviluppare “in-house” in collaborazione con altri paesi europei?
  2. Quali strutture operano i droni in Italia? Un interessante servizio di Repubblica ricostruisce le strutture e i mezzi italiani presso la base di Amendola dell’Aeronautica Militare (32° Stormo). Le funzioni svolte dal 28° Gruppo (“Le Streghe”) sono ad oggi molteplici, dall’ISR alla protezione delle forze al FAC (Forward Air Control), ma non includono quelle “combat”.
  3. A che servono i droni, nell’attuale contesto?

 

 

 

 

 

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