“Through military lenses”. New research on officers’ perceptions of military transformation

What do military officers think about force transformation? While the latter has been the object of a great deal of important research in the past decade (and more), the opinions and perceptions of servicemen have rarely been explored. To dig into what Italian Air Force officers think is the objective of latest fatigue of Fabrizio Coticchia and Francesco Moro, who, with their invaluable co-author Lorenzo Cicchi, just published an article on Defence Studies on the topic. The article, “Through military lenses. Perception of securitythreats and jointness in the Italian Air Force”, used data from an original survey conducted among ITAF captains with two major objectives. First, the article focuses on servicemen’s attitudes towards the transformations of the global security environment and the changes occurring (and needed) within the Italian Air Force. Second, the article provides preliminary statistical evidence on the links between individual experiences, views, and change. The article shows that officers’ views of technology have a significant impact on their views about military transformation. To the extent to which it is possible, enjoy!

 

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L’Italia alla guerra dei droni: una guida in 3 domande

Droni sì, droni no? Un intervento dell’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale Tricarico, ha innescato un (limitato) dibattito sulla politica di difesa e gli interventi militari che rischia di polarizzarsi su una dicotomia secca, come spesso avviene su tali temi in Italia, in merito all’opportunità di dotarsi al più presto di uno strumento militare – i droni armati – da  utilizzare poi nel Mediterraneo. In una fase in cui le rivelazioni in merito all’uccisione di Giovanni Lo Porto, un cooperante italiano in Pakistan, durante un attacco condotto con un drone si accavalla con la necessità di dare una risposta alle tragedie del mare a poche miglia dalle coste italiane (europee), non c’è forse da stupirsi dell’emergere di sentimenti – prima ancora che di idee – contrastanti. Proprio per questo, e per tentare di alimentare un dibattito ci pare utile proporre una breve “guida per domande” alla questione.

  1. Di che tipo di strumento si tratta? L’Italia possiede i cosiddetti Predator A (RQ-1A), A+ (MQ-1B, un avanzamento del modello A), Predator B (MQ-9 Reaper). È molto recente, peraltro, la notizia di un accordo fra Aeronautica Militare e Piaggio Aerospace per la produzione (e l’acquisto da parte di AM) del velivolo P.1HH, con funzioni principalmente ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance). Ad oggi, l’Italia non possiede droni armati, sebbene tale “avanzamento” sia in programma almeno dal 2012. Questi ritardi riportano alla ribalta uno dei più classici dilemmi della politica di armamenti italiana: comprare dagli USA o sviluppare “in-house” in collaborazione con altri paesi europei?
  2. Quali strutture operano i droni in Italia? Un interessante servizio di Repubblica ricostruisce le strutture e i mezzi italiani presso la base di Amendola dell’Aeronautica Militare (32° Stormo). Le funzioni svolte dal 28° Gruppo (“Le Streghe”) sono ad oggi molteplici, dall’ISR alla protezione delle forze al FAC (Forward Air Control), ma non includono quelle “combat”.
  3. A che servono i droni, nell’attuale contesto?

 

 

 

 

 

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