Culture, interests, multidimensional threats, and Italian defence policy

We are pleased to talk about a paper that has been just published on the Italian Review of Political Science. The article, which is part of an interesting Special Issue on Italian foreign policy, focuses on the Italian military post-Cold War dynamism, aiming at assessing the role played  by interests and culture in addressing multidimensional threats to national security.

The paper (Stick to the plan? Culture, interests, multidimensional threats, and Italian defence policy“) is co-authored by (our) Fabrizio Coticchia and Michela Ceccorulli.

Here the link to the paper (gated)

Here below you can find the abstract:

The international context seems to be increasingly exposed to multidimensional and transnational challenges, ranging from irregular migration and piracy to the violation of basic human rights. Rather than excluding a potential role for the military, many European states rely on it to face a complex security scenario. What are the reasons behind this activism? Taking Italy as a case study, this article works out two main arguments (ideational factors and interests relating to the so-called military–industrial complex) and tries to intercept their weight in the national debate leading to the decision to intervene militarily (or not) in Sri Lanka (2004–05), Haiti (2010), and in the Central Mediterranean (2015–). Ultimately, this effort contributes to understanding the role of the military instrument in Italy, a state particularly exposed to the new challenges ahead, and offers tools for research to be potentially applied in other countries that make similar use of armed forces to deal with non-conventional security threats.

Share Button

Eunavformed, “prima missione europea contro gli scafisti”?

Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha illustrato di fronte alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, il “ruolo e azioni della Difesa di fronte al fenomeno dei flussi migratori e di rifugiati che raggiungono l’Italia. Il Ministro è intervenuta nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’immigrazione promossa da questa Commissione.

Qui la trascrizione dell’intervento completo del Ministro.

Sono state descritte le varie operazioni alle quali partecipa la Difesa in materia di immigrazione, quali “Mare Sicuro”, “avviata il 12 marzo 2015 a seguito degli sviluppi della crisi libica – con compiti di sorveglianza, protezione e sicurezza marittima”. Durante l’intervento il Ministro ha citato anche la partecipazione a  Triton, missione volta al controllo delle frontiere a guida EU (attraverso l’Agenzia Frontex).

Una particolare attenzione è stata dedicata alla missione europea EUNAVFORMED, definita come “la prima missione contro gli scafisti“, il cui compito è contribuire a “smantellare il modello di business delle reti del traffico e della tratta di esseri umani nel Mediterraneo centromeridionale”. 14 Paesi europei sono coinvolti nella missione, posta sotto il Comando operativo dell’Ammiraglio Enrico Credendino.

Venus in Arms ha già affrontato il tema del (complesso) rapporto tra Difesa italiana e flussi migratori qui e qui.

Per un’analisi dettagliata delle recenti missioni nazionali nel Mediterraneo rimandiamo al “nostro libro“, appena uscito, nel quale viene illustrato il percorso di trasformazione delle forze Italiane, comprendendo anche le azioni navali svolte in Libia e Libano.

 

 

Share Button