Workshop “Conflitti e instabilità in Nord Africa e Sahel. Il rapporto tra crimine organizzato, terrorismo e sovranità”

Segnaliamo questo interessante workshop organizzato al Dipartimento di Scienze Politiche (DISPO) dell’Università di Genova. Il Seminario si svolgerà mercoledì 12 Aprile 2017 16-18 (Aula 19). 

Qui trovate altre informazioni sull’evento.

Il workshop ha l’obiettivo di esaminare l’arco di instabilità che caratterizza la sponda meridionale del Mediteranno, con particolare riferimento alla Libia e al Sahel. L’obiettivo sarà quello di illustrare la recente evoluzione dei conflitti locali, il ruolo di organizzazioni criminali e terroristiche, e la complessa relazione tra gli stati dell’area ed i paesi europei in rapporto ai temi della sicurezza. Il workshop cerca di esaminare in modo approfondito tali argomenti grazie alla vasta conoscenza in materia degli autori, i quali da anni svolgono ricerca sul campo.

Nel workshop interverranno:

Luca Raineri Scuola Superiore Sant’Anna e Francesco Strazzari NUPI e Scuola Superiore Sant’Anna

Introduce il seminario Giampero Cama, DISPO, Università di Genova. Modera Fabrizio Coticchia DISPO, Università di Genova.

L’incontro si svolge all’interno del ciclo di seminari “Guerra, Pace e Sicurezza alle porte del Mediterraneo” che si pone lo scopo di approfondire i temi relativi all’evoluzione della sicurezza internazionale attraverso una serie di workshop e convegni con accademici, politici, giornalisti, esperti e practitioner del settore. Tali eventi, direttamente collegati al corso “Guerre, Conflitti e Costruzione della Pace”, sono aperti a tutti gli studenti.

Ci vediamo a Genova

Share Button

Missioni militari: un breve aggiornamento

(Ansa)

Alla fine di Maggio, di fronte alle Commissioni riunite Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, i ministri Mogherini e Pinotti hanno riferito sullo stato delle missioni militari in corso (il decreto scadrà il prossimo 30 Giugno). L’occasione è stata utile per capire l’andamento delle operazioni, aggiornare il quadro degli interventi all’estero e mettere in luce alcune novità. In un precedente post avevamo analizzato il decreto legge di rifinanziamento ed il dibattito che l’aveva accompagnato.

Le parole del Ministro Pinotti confermano la rilevanza dell’attuale momento storico, sia per la conclusione della più importante operazione militare che le forze armate abbiano intrapreso dal 1945 ad oggi (ISAF in Afghanistan), sia per le pressanti esigenze di riforma che coinvolgono il comparto difesa. Interessante, in tal senso, l’accento posto dal Ministro sulla necessità di un’ampia valutazione di cosa è stato fatto sul campo in vista di nuove esigenze di intervento. In effetti, una valutazione complessiva (a livello tattico e strategico) degli impegni nazionali intrapresi nell’ultimo decennio appare fondamentale anche alla luce della prossima elaborazione del Libro Bianco.

In sintesi, questi gli elementi a nostro avviso degni di maggiore attenzione che sono emersi dagli interventi in Commissione il 27 Maggio:

  • Secondo il Ministro della difesa, la principale sfida per il 2014 è il ritiro dall’Afghanistan, nel quale adesso si trovano poco più di 2.200 soldati. Il processo che porta a ritirare le forze da teatro è infatti assai complesso, sia dal punto di vista logistico sia da quello politico, date le incertezze che ancora attanagliano il futuro del paese. Da Gennaio (se gli accordi sullo status giuridico delle forze andranno a buon fine) la NATO darà avvio all’operazione “Resolute Support” (focalizzata sull’addestramento, senza compiti di combattimento). Pochi i dettagli finora emersi, anche in relazione al possibile contributo italiano. Sarà quindi fondamentale capire quanto prima caratteristiche e scopi delle forze nazionali all’interno di questa operazione, avvolta al momento in una densa nebbia;
  • L’Italia ha già presentato domanda al DPKO per il ruolo di force commander della missione UNIFIL in Libano. Sarebbe l’ennesima conferma della centralità del ruolo italiano nella missione. Il contingente nazionale (circa 1.100) si trova ad operare in un’area particolarmente instabile a causa della vicina crisi siriana, la cui influenza sullo scenario politico e sociale libanese è già stata drammaticamente significativa. Tra le varie attività compiute dalla forze armate italiane il Ministro ha sottolineato la centralità dello sminamento, una vero e proprio asset che la difesa ha sviluppato nel corso degli ultimi anni in molteplici interventi sul campo;
  • Al di là del controverso dibattito sui Marò, il Ministro ha evidenziato la necessità di riesaminare l’impiego del personale nelle missioni anti-pirateria. A tal proposito, descrivendo le operazioni “Atalanta” (framework EU) e “Ocean Shield” (ambito NATO), sono stati illustrati i dati riguardanti la lotta alla pirateria, ritenuti ampiamente soddisfacenti;
  • Tra le altre operazioni in Africa, è opportuno segnalare il comando italiano di EUTM Somalia e le caratteristiche della poco conosciuta EUTM Mali, il cui personale non è presente nel Nord e si limita ad attività di addestramento senza compiti di combattimento;
  • Tra le “nuove esigenze” messe in risalto dal Ministro troviamo la Repubblica Centrafricana, un ulteriore sostegno alle forze di sicurezza in Mali attraverso la missione EUCAP Sahel (in pratica saranno schierati meno di una decina di Carabinieri), e infine le attività di sorveglianza dello spazio aereo NATO (alle quali l’Italia contribuisce con alcuni velivoli);
  • Nel nuovo provvedimento di proroga sarà inserito “Mare Nostrum” che necessita di un volume finanziario maggiore, dato che l’attuale non è più sostenibile con il bilancio ordinario. Vedremo se l’Italia riuscirà ad ottenere anche un più ampio supporto europeo ai difficili compiti svolti nel Mediterraneo;
  • Il Ministro degli Esteri, infine, ha posto l’attenzione sui lavori relativi ad una nuova legge quadro sulle missioni. Un argomento-chiave per il futuro della difesa, ancora priva di norme specifiche in materia, aggiornate allo scenario post-bipolare. È sempre utile ricordare, infatti, come una buona parte degli interventi promossi dalle nostre forze armate negli ultimi due decenni non abbiano mai ricevuto una ratifica formale dal Parlamento.

Le prossime settimane, tra le fine di Giugno e l’inizio di Luglio saranno quindi cruciali per capire la direzione e la velocità dei processi avviati a livello parlamentare. La speranza è che l’attenzione mediatica non sia esclusivamente dedicata al mondiale in Brasile ma anche ai temi della difesa.

Share Button