Workshop “Conflitti e instabilità in Nord Africa e Sahel. Il rapporto tra crimine organizzato, terrorismo e sovranità”

Segnaliamo questo interessante workshop organizzato al Dipartimento di Scienze Politiche (DISPO) dell’Università di Genova. Il Seminario si svolgerà mercoledì 12 Aprile 2017 16-18 (Aula 19). 

Qui trovate altre informazioni sull’evento.

Il workshop ha l’obiettivo di esaminare l’arco di instabilità che caratterizza la sponda meridionale del Mediteranno, con particolare riferimento alla Libia e al Sahel. L’obiettivo sarà quello di illustrare la recente evoluzione dei conflitti locali, il ruolo di organizzazioni criminali e terroristiche, e la complessa relazione tra gli stati dell’area ed i paesi europei in rapporto ai temi della sicurezza. Il workshop cerca di esaminare in modo approfondito tali argomenti grazie alla vasta conoscenza in materia degli autori, i quali da anni svolgono ricerca sul campo.

Nel workshop interverranno:

Luca Raineri Scuola Superiore Sant’Anna e Francesco Strazzari NUPI e Scuola Superiore Sant’Anna

Introduce il seminario Giampero Cama, DISPO, Università di Genova. Modera Fabrizio Coticchia DISPO, Università di Genova.

L’incontro si svolge all’interno del ciclo di seminari “Guerra, Pace e Sicurezza alle porte del Mediterraneo” che si pone lo scopo di approfondire i temi relativi all’evoluzione della sicurezza internazionale attraverso una serie di workshop e convegni con accademici, politici, giornalisti, esperti e practitioner del settore. Tali eventi, direttamente collegati al corso “Guerre, Conflitti e Costruzione della Pace”, sono aperti a tutti gli studenti.

Ci vediamo a Genova

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Programma dei Seminari 2015-16 – “Guerra, Pace e Sicurezza alle porte del Mediterraneo” all’Università di Genova

Venus in Arms ha il piacere di presentarvi il ciclo di seminari “Guerra, Pace e Sicurezza alle porte del Mediterraneo” organizzato da Andrea Catanzaro  e Fabrizio Coticchia (DISPO, Università di Genova). Il ciclo di seminari si pone lo scopo di approfondire i temi relativi all’evoluzione della sicurezza internazionale attraverso una serie di incontri, workshop e convegni con accademici, esperti e practitioner del settore. Tali eventi sono direttamente collegati al corso “Guerre, Conflitti e Costruzione della Pace”, che illustra la trasformazione delle idee di pace e guerra nella storia del pensiero politico e nello scenario strategico contemporaneo. Il ciclo di seminari offre l’opportunità di analizzare – in una prospettiva interdisciplinare – la modalità con la quale stanno cambiando dottrine, strumenti e attori nella sicurezza contemporanea, dalle “nuove” forme di conflitto alle principali minacce. La crescente instabilità delle frontiere italiane ed europee ha sollevato una rinnovata attenzione su questi temi. In particolare, i recenti drammatici eventi nel Mediterraneo e Medio Oriente rivelano la cruciale importanza geopolitica dell’intera area. Quale ruolo svolgono l’Italia e l’Europa in questo scenario? Come stanno cambiando le forme di conflitto? Quali attori rivestono un ruolo essenziale? Quali strumenti possiedono le istituzioni per affrontare minacce e instabilità? Come stanno mutando i concetti stessi di pace e guerra? Il ciclo di seminari, che cerca di fornire preliminari risposte a queste domande, si struttura in due parti. La prima prevede degli incontri all’interno del corso ma aperti anche ad altri studenti interessati agli argomenti ad oggetto.  La seconda parte prevede invece degli eventi aperti a tutti, da workshop a convegni di un giorno fino alla presentazione di volumi.

Gli speaker (italiani e stranieri) provengono da università, istituzioni, giornali, riviste, centri di ricerca, forze armate, associazioni e NGOs. L’obiettivo è collegare in maniera sempre più stretta la necessaria riflessione teorica al dibattito corrente per meglio comprendere la complessità della sicurezza contemporanea. Una particolare attenzione, infine, darà dedicata alle possibilità di stage in alcune delle istituzioni rappresentate dai partecipanti agli incontri. Questi gli incontri previsti per i mesi di Novembre e Dicembre:

I seminari si svolgeranno presso il Dipartimento di Scienze Politiche (DISPO), Albergo dei Poveri, in P.le E. Brignole, 2

Seminari Novembre-Dicembre 2015

  • Alessandro Marrone (Ricercatore IAI): “IAI – Programma Sicurezza&Difesa. Stage allo IAI”, Martedì 17 Novembre 2015, 12.30-14 aula 9;
  • Gianmarco Badialetti (Generale di Brigata): “Dal peacekeeping ai conflitti ibridi, l’evoluzione delle operazioni militari contemporanee”. Lunedì 23 Novembre, ore 12-14 aula 16;
  • Francesco Vignarca, (Coordinatore Rete Italiana per il Disarmo): “Le campagne per la pace e il disarmo: comunicazione, approcci e attori”. Martedì 24 Novembre, ore 12-14 aula 16;

Ci vediamo a Genova….

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Eunavformed, “prima missione europea contro gli scafisti”?

Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha illustrato di fronte alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, il “ruolo e azioni della Difesa di fronte al fenomeno dei flussi migratori e di rifugiati che raggiungono l’Italia. Il Ministro è intervenuta nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’immigrazione promossa da questa Commissione.

Qui la trascrizione dell’intervento completo del Ministro.

Sono state descritte le varie operazioni alle quali partecipa la Difesa in materia di immigrazione, quali “Mare Sicuro”, “avviata il 12 marzo 2015 a seguito degli sviluppi della crisi libica – con compiti di sorveglianza, protezione e sicurezza marittima”. Durante l’intervento il Ministro ha citato anche la partecipazione a  Triton, missione volta al controllo delle frontiere a guida EU (attraverso l’Agenzia Frontex).

Una particolare attenzione è stata dedicata alla missione europea EUNAVFORMED, definita come “la prima missione contro gli scafisti“, il cui compito è contribuire a “smantellare il modello di business delle reti del traffico e della tratta di esseri umani nel Mediterraneo centromeridionale”. 14 Paesi europei sono coinvolti nella missione, posta sotto il Comando operativo dell’Ammiraglio Enrico Credendino.

Venus in Arms ha già affrontato il tema del (complesso) rapporto tra Difesa italiana e flussi migratori qui e qui.

Per un’analisi dettagliata delle recenti missioni nazionali nel Mediterraneo rimandiamo al “nostro libro“, appena uscito, nel quale viene illustrato il percorso di trasformazione delle forze Italiane, comprendendo anche le azioni navali svolte in Libia e Libano.

 

 

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Missioni internazionali. Qualche spunto di riflessione

Il 19 Marzo scorso il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha fornito un quadro aggiornato sulle missioni militari italiane di fronte alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. Dopo aver osservato un minuto di silenzio per le vittime di Tunisi, il Ministro ha illustrato lo stato delle operazioni condotte dalle forze armate italiane, presentando alcune novità.

Come riportato dal sintetico resoconto fornito dal Ministero della Difesa, i principali nodi affrontati sono stati i seguenti:​”Potenziamento del dispositivo aeronavale nel Mediterraneo, sospensione della nostra attività in territorio libico, termine dell’impiego dei Nuclei militari di protezione imbarcati sulle navi mercantili italiane e stop alla partecipazione alla missione Nato Ocean Shield“.

Fermo restando l’attenzione rivolta alla crisi ucraina e alla missione “Resolute Support” in Afghanistan, è interessante notare almeno tre aspetti-chiave che emergono in maniera evidente dalla discussione:

1) Il Mediterraneo appare sempre più al centro della politica di difesa italiana. Le minacce che provengono dalla sponda sud, la crescente instabilità dell’area, i tradizionali legami con la regione, gli interessi strategici da difendere rappresentano i fattori esplicativi di questa rinnovata attenzione. Come ha evidenziato il Ministro, il Nord Africa rappresenta “la prima delle nostre preoccupazioni”. Nuove operazioni (“Mare Sicuro“) e nuovi scenari (dal punto di vista diplomatico e, forse, anche dal punto di vista militare) indicano come  questa regione sia davvero cruciale per il futuro della politica estera italiana nel suo complesso. La possibilità di un effettivo burden sharing con l’Europa appare ancora lontana dai desiderata di Roma, ma la necessità di un approccio “multidimensionale” alla crisi sembra dai più condiviso. Tra sciocco disinteresse e folle interventismo non si possono ripetere gli errori del passato e farsi rapire dalla dannosa logica dell’emergenza. L’ISIL (contro il quale l’Italia schiera già centinaia di militari nell’operazione a guida americana in Medio Oriente) non può rappresentare l’unica preoccupazione di una politica attenta verso la complessità della regione.

2)  L’impegno nazionale nella lotta alla pirateria, una delle attività cruciali della politica di difesa italiana degli ultimi anni, sta mutando. Come riportato dal sito del Ministero: “L’Italia continuerà a partecipare alla missione Atalanta, ma terminerà l’impiego dei Nuclei militari di protezione imbarcati sulle navi mercantili italiane e interromperà la partecipazione alla missione Nato Ocean Shield. Decisione presa “considerato il positivo trend rappresentato dalla diminuzione degli attacchi dei pirati negli ultimi mesi, nonché l’ormai avvenuto perfezionamento delle procedure che consentono di ricorrere alla difesa dei mercantili”. Quindi, se la complessa vicenda dei Marò appare in un certo senso congelata, la politica nazionale in materia di lotta alla pirateria sta invece cambiando. Data la centralità del tema, sarebbero auspicabili analisi dettagliate che guardassero a quanto fatto in questi anni, al fine di trarne preziose lezioni apprese. Ma il livello del dibattito italiano sulle questioni della Difesa rimane purtroppo molto basso (anche in “Accademia”).

3) Nell’attesa (adesso sinceramente lunga..) del prossimo Libro Bianco della Difesa, saranno numerose le missioni  che “vedranno una riduzione o sospensione dell’impegno italiano, in un’ottica di razionalizzazione, in linea con quanto annunciato al Parlamento lo scorso settembre”. Si tratta della conferma di una tendenza già in atto da anni, una riduzione complessiva dell’impegno militare oltre frontiera. Aspettiamo di leggere con ansia il Libro Bianco per capire se tale processo sarà guidato unicamente da considerazioni economico-finanziarie o se anche più ampie riflessioni strategiche avranno un peso rilevante. Cerchiamo di essere ancora ottimisti. Per un altro po’ almeno…

 

 

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